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Giovanni Monti

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lunedì 12 ottobre 2015

Le cooperative del credito brasiliane in visita a Legacoop Emilia Romagna

Il 7 Ottobre scorso Legacoop Emilia Romagna ha ricevuto una delegazione brasiliana formata da 25 membri del consiglio direttivo delle cooperative di credito affiliate a Confebras (Sicoob, Sicredi, Unicredi) con sede a Brasilia, che quest’anno celebra 29 anni di attività e conta 28 affiliati nel loro paese, rappresentando circa 2,9 milioni di soci. 
La visita a Legacoop ha avuto come obiettivo quello di trasferire il know how del sistema cooperativo emiliano-romagnolo, la storia, le strategie e la visione del futuro. La delegazione è stata ricevuta da Igor Skuk - direttore di Legacoop Emilia Romagna - che ha illustrato il movimento cooperativo in Emilia Romagna e le strutture a supporto del credito delle cooperative, introducendo gli interventi successivi di Ferruccio Vannucci, direttore generale di Cooperfidi Italia e Tiziana Simoni, in rappresentanza del Gruppo Unipol. Fra i relatori anche Maurizio De Santis, responsabile delle cooperative industriali per Ancpl e membro del Cda di Cooperazione Finanza Impresa - società cooperativa partecipata dal Ministero dello Sviluppo Economico, da Invitalia Spa e da 270 imprese cooperative - che ha illustrato l’attività di finanziamento svolta a favore della crescita delle imprese cooperative, attraverso una combinazione di linee di intervento sia sul capitale sociale che sul capitale di debito, sulla base di progetti coerenti e sostenibili, che salvaguardino l’occupazione, presentino aspetti innovativi e vantaggi competitivi.
L’incontro, organizzato e gestito da Welcome Coop, è stata un preziosa occasione per continuare l’ormai lunga tradizione di scambi e di collaborazione fra movimento cooperativo Emiliano Romagnolo e Brasiliano.
L’interesse dei delegati, dopo una presentazione del contesto dell’economia regionale, si è orientato verso i meccanismi di accesso al credito delle cooperative emiliano-romagnole e sul fenomeno dei Workers BuyOut, esempio positivo di reazione delle imprese alla crisi, costituito dall’opportunità di avviare nuove cooperative da parte dei lavoratori di imprese profit e no profit, investendo la loro indennità di disoccupazione.
Una stimolante discussione si è avuta anche sul tema del ricambio generazionale -  si calcola che nei prossimi anni più di 6.000 imprese in Europa saranno a rischio di mortalità a causa della mancanza del ricambio generazionale della proprietà. -  La sfida, non solo italiana ma anche europea, è quella di poter trasformare alcune di queste aziende in cooperative, in cui i lavoratori possono rilevare le imprese a rischio di mortalità per garantire le successioni societarie e per salvaguardare il loro posto di lavoro. Questo tema è strettamente legato ad un altro tema molto attuale, quella della formazione continuativa dei lavoratori, che devono prepararsi a supportare la crescita dimensionale delle loro imprese, per ri- posizionarsi efficacemente sui mercati domestici ed internazionali.