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Giovanni Monti

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venerdì 27 giugno 2014

Allarme per il rinnovo della Cassa integrazione ordinaria e straordinaria in deroga

Allarme per il rinnovo della Cassa integrazione ordinaria e straordinaria in deroga: a lanciarlo è Giovanni Monti, presidente di Legacoop Emilia-Romagna.

 

«Lunedì scade la cassa in deroga – ricorda Monti – e a tutt’oggi non si hanno notizie sul rinnovo. Oltretutto, sui lavoratori pende la spada di Damocle di una riforma che ridurrebbe a soli otto mesi la cassa in deroga pagata ogni anno, con la riduzione di un terzo di retribuzioni già basse. Questo non aiuterebbe i processi di ristrutturazione e  di rilancio delle imprese che vanno realizzati in un contesto di tenuta e non di tensione sociale».

 

Secondo il rapporto sull’occupazione nelle cooperative dell’Emilia-Romagna aderenti a Legacoop, il ricorso agli ammortizzatori sociali a fine maggio 2014 coinvolgeva 8.022 lavoratori, in crescita sui 7.329 rilevati a dicembre 2013. Tra questi, quelli in deroga sono 1.598, la gran parte dei quali concentrata nella provincia di Ferrara (1.109). «Aumenta il numero di lavoratori in cassa integrazione ordinaria e straordinaria – sottolinea Patrizia Pirazzoli di Legacoop Emilia-Romagna che ha curato il rapporto –, diminuisce il numero di quelli in deroga che resta, comunque, molto significativo».

 

Per quanto riguarda un campione di 60 imprese cooperative emiliano-romagnole aderenti a Legacoop che costituisce il panel di riferimento anche per il sentiment aziendale, la previsione continua a essere di flessione in valori assoluti del dato occupazionale, anche se in alcuni contesti aziendali si registra una leggera variazione in positivo per quanto riguarda gli incrementi occupazionali. Inoltre, nel corso del 2014 scadranno gli ammortizzatori sociali utilizzati da molte delle imprese in difficoltà con parallelo incremento del ricorso ai contratti di solidarietà.

 

«Chiediamo al Governo di confermare la cassa in deroga – chiude Monti –: siamo abituati al fatto che il rinnovo arrivi all’ultimo minuto, ma serve rispetto per persone che rischiano di perdere tutto, anche quel poco che viene loro garantito dagli ammortizzatori sociali, e che si trovano a vivere una condizione di grande incertezza».