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giovedì 30 aprile 2015

CPL Concordia, Monti: «Dopo cambio vertice rientro in white list e rimozione interdittiva»

“CPL Concordia nuovo gruppo dirigente, Gori pres, sorveglianza a ex magistrato Zincani. Possiamo farcela” è il tweet lanciato oggi dal presidente di Legacoop Emilia-Romagna, Giovanni Monti.

Con l’elezione del nuovo cda, la presidenza affidata a un cooperatore di grande esperienza come Mauro Gori, la funzione di consigliere delegato attribuita a un manager di lungo corso, Elio Cirelli, e la presidenza dell’organismo di vigilanza all’ex procuratore capo di Modena, Vito Zincani, si è completata la riorganizzazione ai vertici di CPL Concordia, cooperativa investita da una inchiesta giudiziaria. Inoltre, recentemente, applicando le normative vigenti, il prefetto di Modena ha escluso CPL Concordia dalla white list e ha applicato l’interdittiva antimafia.

«Ci auguriamo che l’avere sostituito il vecchio gruppo dirigente e il curriculum dei nuovi vertici portino alla rimozione di quei provvedimenti che mettono a rischio la continuità di una cooperativa che conta 1.800 addetti ed è unanimemente riconosciuta come una impresa all’avanguardia nel suo campo» spiega il presidente di Legacoop Emilia-Romagna Giovanni Monti che assieme al presidente nazional Mauro Lusetti e a quello di Modena, Lauro Lugli, ha seguito da vicino il dossier.  

«Il movimento cooperativo, assieme ai soci, ha saputo individuare una soluzione efficace e per nulla scontata – ricorda Monti –: la solidarietà tra cooperatori è stata grande, Legacoop ce l’ha messa tutta per evitare contraccolpi occupazionali. Ora CPL è in condizione di ripartire: contiamo di farcela».

«Reddito e lavoro sono per noi al primo posto – prosegue il presidente di Legacoop Emilia-Romagna –. E non ci occupiamo solo delle cooperative in difficoltà: con le operazioni di workers buyout, sostenute da Coopfond, abbiamo consentito la trasformazione in cooperative di imprese private destinate alla chiusura, salvando centinaia di posti di lavoro».

«La corruzione, l’evasione fiscale, la criminalità organizzata fanno dell’Italia un paese malato: enormi disponbilità economiche e finanziare vengono sottratte ogni anno alla collettività e gonfiano i portafogli di criminali e di cittadini sleali. Noi – conclude Monti – stiamo dalla parte degli onesti, contro disonesti e malviventi. Ma non basta: occorre una forte azione dello Stato accompagnata da un’opera di sburocratizzazione e di revisione delle leggi sugli appalti che cosentano di ridurre al minimo le possibilità di tenere in vita un sistema nel quale la corruzione prospera».