Alleanza delle Cooperative

Campagna e raccolta firme

XI Congresso Regionale

Mappa dei contenuti della relazione del presidente Giovanni Monti

Giovanni Monti

Presidente Legacoop Emilia Romagna

lavoro e welfare

sviluppo e promozione

relazioni

comunità e persone

Associazione

lunedì 6 luglio 2015

Giovanni Monti: "Il genius loci che favorisce la ripresa dell'Emilia-Romagna"

La ripresa è in atto e l’Emilia-Romagna, con la sua capacità di produrre beni e servizi, con il suo know-how in campi avanzati, con la consistenza e la qualità dei distretti e dell’organizzazione sociale, è tra le regioni che trainano l’Italia.

Siamo solo agli inizi, ma finalmente ci siamo. E il segno “più” potrà essere rafforzato nelle cifre (che non sono espressioni aritmetiche: significano reddito, lavoro, qualità della vita, dell’ambiente e dei servizi) se ognuno di noi saprà fare la propria parte assieme agli altri.

Assieme, perché la cooperazione non è un mondo a parte, è tra i nodi di una rete che comprende l’insieme dei soggetti economici, sociali, istituzionali e che costituisce la forza autentica dell’Emilia-Romagna. Imprese cooperative e società di capitali, istituzioni pubbliche e sindacati, volontariato e associazionismo operano, ognuno con le proprie specificità, con la volontà comune di assicurare benessere diffuso e sicurezza agli individui e alle famiglie.

Questa cultura della collaborazione è una sorta di genius loci che anche nel rimescolarsi di cittadinanze e culture, tipico delle aree ricche e dinamiche, resta la cifra prevalente delle nostre comunità. L’impresa cooperativa ne è un buon esempio, stimolata nel suo rinnovarsi anche dall’ingresso come soci di nuovi cittadini e di nuove generazioni e, dunque, di esigenze e punti di vista innovativi.

Lo dimostrano gli innumerevoli casi di successo in campi spesso diversi: da UnipolSai a Sacmi, da Granarolo a CMC, da Grandi Salumifici Italiani al Gruppo italiano vini, da Cadiai a Coopselios, da Coop a Conad, CMB, CirFood, Camst, Cefla, Coopservice, Manutencoop, dall’Istituto di prevenzione oncologica Ramazzini al turismo consapevole, alla cultura, dalla logistica alla mobilità, fino alla più piccola delle cooperative socio-assistenziali, alle cooperative di comunità, a quelle nate dalla crisi di imprese di capitali.

Il movimento cooperativo è vivo, dinamico, progetta il futuro guardando con attenzione al presente, alle difficoltà dell’oggi, agli errori non sempre evitabili in una storia lunga e che coinvolge così tante persone: circa 150.000 gli addetti nelle cooperative dell’Emilia-Romagna aderenti a Legacoop, oltre 3 milioni i soci. Numeri ancora più ampi se si guarda a Confcooperative e Agci con le quali stiamo dando vita all’Alleanza delle Cooperative Italiane.

Tutto bene, dunque? Non tutto, è evidente e la crisi del comparto costruzioni è lì a ricordarcelo a ogni ora del giorno; ma va registrata l’esistenza di una buona, a volte eccellente, situazione che offre la base dalla quale muoversi verso nuovi obiettivi con i valori di sempre, a partire da quello che vede i soci sempre più responsabilizzati, anche grazie all’uso di nuove forme di comunicazione, nel vagliare le decisioni dei gruppi dirigenti e nella vigilanza interna.

Innovazione, onestà, qualità del e nel lavoro e della vita, sicurezza sono esigenze di tutta la società. Anche attraverso il Patto per il lavoro proposto dalla Regione Emilia-Romagna, la cooperazione vuole interloquire e collaborare ancora a più stretto contatto con le altre realtà imprenditoriali, sociali, istituzionali per dare vita a nuovi progetti.

Una ripresa forte è fatta anche di questo: collaborazione, persone, valori.