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Giovanni Monti

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giovedì 4 dicembre 2014

Mafia Capitale, indignazione e sconcerto in Legacoop: via subito le mele marce dalla cooperazione

La reazione di Legacoop alle risultanze dell’indagine “Mafia Capitale” che hanno visto coinvolto il presidente della cooperativa 29 giugno, Salvatore Buzzi, sono state immediate.

Mauro Lusetti, presidente di Legacoop Nazionale, ha dichiarato che «quello che sta emergendo dall’inchiesta della Procura di Roma su “Mafia capitale” è gravissimo e sconvolgente per il Paese, per la comunità romana e per noi in particolare. Agendo d’intesa con i presidenti delle associazioni settoriali e regionale, abbiamo avviato le procedure per la sospensione dei cooperatori coinvolti da tutti gli organismi associativi e societari. La nostra battaglia per la legalità non conosce deroghe e quindi dobbiamo essere inflessibili soprattutto con noi stessi».

Per poi concludere: «Mentre condanniamo senza mezze misure questi comportamenti, ci schieriamo accanto agli oltre mille soci-lavoratori e alle loro famiglie che sono occupati nelle cooperative coinvolte e confermiamo che faremo ogni sforzo a loro sostegno».

Paola Menetti e Pino Bongiorno, responsabile nazionale e laziale di LegacoopSociali, hanno preso posizione con nettezza decidendo la sospensione dei cooperatori coinvolti nell’inchiesta. Innanzitutto Salvatore Buzzi, presidente della 29 giugno, poi Carlo Maria Guarany, Alessandra Garrone, Paolo Di Ninno e Franco Cancelli, di cooperative collegate alla 29 giugno: tutti sono stati arrestati e indicati come organici all’associazione a delinquere di stampo mafioso che emerge dall’inchiesta.

In un comunicato congiunto Legacoopsociali nazionale e Legacoopsociali Lazio esprimono “sdegno e sgomento dei cooperatori sociali per quanto va emergendo a Roma”. «I fatti che gli organi di informazione stanno riportando sono di  gravità intollerabile – hanno dichiarato Menetti e Bongiorno –. Riaffermiamo la distanza della cooperazione, dell’idea cooperativa, dell’esperienza della cooperazione sociale da tutto questo cumulo d’illegalità. Confermiamo e ribadiamo l’impegno che ci ha portato a sottoscrivere il “Patto per la legalità e il contrasto all’economia criminale».

Sostegno alle scelte di Lusetti, Menetti e Bongiorno è venuto con un tweet dal presidente di Legacoop Emilia-Romagna, Giovanni Monti: «Bravi – ha scritto – via le mele marce dalla cooperazione».

Anche Brenno Peterlini, presidente del Consiglio di sorveglianza del Consorzio nazionale servizi (CNS) ha annunciato l’estromissione di Buzzi da ogni incarico: ««Come i rappresentanti di altre cooperative socie del Consorzio, anche Buzzi fa parte del Consiglio di sorveglianza di CNS, una struttura che, a differenza del Consiglio di gestione, non ha alcuna delega operativa, rappresenta l'assemblea dei soci. Quanto fatto da Buzzi è gravissimo: in sé, per la gravità dei reati; per avere messo a rischio il lavoro di tante persone; per i danni alla reputazione della cooperazione. Abbiamo già convocato l'Assemblea dei soci per procedere, entro la prossima settimana, alla sua estromissione dal Consiglio di sorveglianza».